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Games Week 2014 vista con gli occhi di un addetto stampa


Devo dire che quest'anno mi sto muovendo molto in lungo e in largo per l'Italia. Sfortunatamente - si fa per dire - molti di questo viaggi sono dovuto a progetti o impegni puramente lavorativi. L'ultima spedizione fatta in ordine temporale è quella a Milano per la Games Week 2014: la famosa fiera del videogioco italiana giunta alla quarta edizione. Io non ho mai visitato le precedenti edizioni quindi, ho vissuto la Games Week da vero neofita. 

Partiamo subito da fatto che sono arrivato sul posto venerdì sera (la prima delle tre giornate) ad un orario abbastanza tardino: 19.00 circa. Visitare la fiera in quel frangente è stato molto piacevole: negli stand c'era ancora gente ma non ce n'era poi così molta da generare caos o confusione. Fra uno stand e l'altro, ho beccato anche Serena con cui ho scambiato qualche parola. Purtroppo i trenta minuti son passati in fretta e - tranne che per una partitina a Capitain Toad: Treasure Trucker (VOTO 7+) - non ho giocato nulla. Insomma, è stato giusto in giro di perlustrazione in vista della giornata piena che avrei affrontato l'indomani.

Sabato. Una giornata che è stata una vera e propria tragedia, da qualunque aspetto la si è vissuta. Gente che si ammassava (finendo persino per perdere i sensi) all'interno dello stand UniEuro, dove la poca aria che riuscivi a respirare faceva a cazzotti con la cerchia di sconti offerti fra giochi pubblicati ed in pre-order. I vari corridoi che separavano uno stand all'altro erano ulteriormente invivibili: spintoni e urla come se non ci fosse un domani. Per fare 20 metri dovevi prenderti un'ora di pazienza. Il problema sarebbe stato facilmente arginabile se avessero distrubuito meglio gli stand all'interno dello spazio fieristico: tant'è vero che in molti angoli della fiera c'era la desolazione. Mi ha fatto molto dispiacere vedere genitori portare i loro figli diversamente abili - e dunque su una carrozzella - lottare per farsi spazio fra fiumi di 16enni appassionati di CoD e FIFA. Ah, e poi c'è il capitolo youtuber...


Non posso di certo dare la colpa agli youtuber (loro sono stati invitati a partecipare ed hanno accettato, una cosa lecita) ma "l'uso" che gli organizzato ne hanno fatto è stato abbastanza disdicevole. La mia amata Nintendo, ad esempio, ha convocato una marea di web star col solo scopo di attirare gente, fargli provare giochi davanti agli estasiati occhi di quindicenni inferociti, smaniosi di un autografo (?) o di una foto "con Faaàvi". A condurre lo show un Maurizio Merluzzo che avrei preferito non vedere: certe battute nemmeno al bar sotto casa... Ma tant'è che si parlava coi quindicenni, il pubblico medio che acclama Colorado e Paolo Ruffini. Tra l'altro: capisco ma non comprendo la decisione di far salire sul palco gente che coi videogiochi non c'entra una mazza: vi ricordo che ero alla Games Week e non alla Sagra dello YouTuber Ruspante.

Sempre restando in tema youtuber, ho provato a visitare gli stand degli YouTube Network. Tom's Hardware aveva sempre poca gente intorno e - in tutta sincerità - di youtuber nemmeno l'ombra.Ho visto che trasmettevano una sorta di mash-up dei loro youtuber su di uno schermo ma niente di più. Al contrario, da Zodiak Active non c'ho nemmeno provato: troppa calca e quasi tutti per il team di MelaGoodo (che secondo me faceva prima a farsi uno stand tutto suo). Ultimo è stato quello di Divimove che mi ha abbastanza deluso: in qualità di addetto stampa - avevo il pass visibile al collo - avrei potuto saltare la fila per aver modo di intervistare i loro youtuber (questa è una regola a cui quasi tutti gli stand hanno aderito, specie gli stand con i videogiochi in prova). Ma non ho voluto sfruttare questo "potere" - avrei fatto un torto ai ragazzi in fila! - e ho beccato a più riprese i vari responsabili dello spazio: ci siamo dati un appuntamento che, alla fine delle fiera, non si è mai consumato. Saputa questa cosa, il mio collega ci ha riso su. Fra una corsa in sala stampa ed una sulle balconate per prendere un po' d'aria, ho incontrato nei corridoi Fraffrog con cui ci siamo fermati un po' a chiacchierare. Giochi provati: Little Big Planet 3 (VOTO 8,5), Pokèmon X (VOTO 7), Disney Infinity (VOTO 5,5).


Domenica. Il giro finale. Arrivato in fiera di prima mattina, ho fatto la corsa a prova le demo di più giochi che potevo. Just Dance 2015 (VOTO 7), Just Dance Now (VOTO 6,5), Mario Party 10 (VOTO 6,5), Yoshi's Wooly World (VOTO 8), Splatoon (VOTO 7), Super Smash Bros Wii U (VOTO 7,5) e un gioco sportivo che supportava - in malo modo - il Kinect di XBox One (nome titolo e voto non pervenuti). Avrei voluto provare anche altri giochi fra quelli segnalati nella guida delle fiera... peccato che questi giochi non erano assolutamente esposti! Fra uno stand e l'altro, ho beccato anche Alberto.

Domenica ad ora di pranzo  (14.00 circa) si è conclusa la mia Games Week con poche gioie, tanti dolori (visto gli spintoni dei visitatori abbastanza indisciplinati) e un dubbio: perché lo stand più grande era proprio quello della bistrattata Nintendo Wii U? E, al contrario, quelli di Ubisoft, PlayStation e Xbox erano grandi quanto uno sputo?

I miei articoli fatti dalla Games Week 2014: [1] [2] [3]
Una foto pubblicata da Gigi Gx (@gigigx) in data
Games Week 2014 vista con gli occhi di un addetto stampa Reviewed by Gigi Gx on 22:10 Rating: 5

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