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Caro Roberto Saviano, lascia stare gli youtuber


Questa è una letterina indirizzata a Roberto Saviano e a tutti i lettori dell'articolo
 "Social guru, l'avanguardia del web" (pubblicato su Repubblica.it il giorno 30 ottobre.

Caro Roberto Saviano, cari lettori tutti,
chi mi segue da ormai un po' di tempo sa benissimo che fin dalla notte dei tempi mi occupo di YouTube, di YouTuber e di tutta quella specie di Star System che c'è intorno. Dunque, sono rimasto molto sorpreso nello scoprire che un personaggio così di spicco come Roberto Saviano si sia lanciato anche lui alla scoperta di questo mondo parallelo che è la community italiana di YouTube. Il testo che ho letto, però, non è stato altrettanto sorprendente: è costellato da imprecisioni e da luoghi comuni che spesso sento raccontare sul patinato molto delle web star dei video in rete.
La cosa incredibile è che nonostante le visualizzazioni che gli YouTubers fanno, non ci sono gruppi editoriali che si contendono questi talenti che hanno cambiato la comunicazione in Italia.
Prima svirgolata fra tutte è quella annunciata quasi in apertura dove viene sottolineato il fatto che gli youtuber macinano "milioni"di contatti ma non sono contesi da alcun gruppi editoriale. Se ci fosse stata solo un'attimino di accortezza, il buon Saviano avrebbe scoperto che tutte le persone più in là citate nel suo articolo fanno parte di importanti network e/o hanno preso parte a collaborazioni di vario genere. I The Jackal - che dovrebbe conoscere molto bene - non sono nuovi a progetti nati dal gruppo editoriale Fanpage; loro stessi sono i primi a non nasconderlo, anzi... E l'elenco sarebbe davvero lungo: ClioMakeUp è entrata nel network di editoria online PianetaDonna, Frank Matano è legato a filo doppio con Zodiak (società che, fra le altre cose, produce programmi televisivi) e così via.
Solo in Italia YouTube ha circa 20 milioni di utenti unici al mese... e il 40% delle visualizzazioni arriva ormai da dispositivi mobili
È una inezia: se vogliamo fare informazione, facciamola come si deve. Le views che YouTube matura in questi frangenti non sono così "poche". E la provenienza di quest'ultime è del 50% da dispositivi mobili. Probabilmente ha avuto sotto mano delle informazioni poco aggiornate. E la cosa la vedremo anche in seguito...
Yotobi registra video di recensioni, fa l'analisi dei cartoni animati del passato e suggerisce altri YouTubers da seguire. 
Robbè, ma che canale stavi guardando? Se stiamo parlando dello stesso Yotobi che conosco io, a me non risulta che faccia numerose recensioni sui cartoni animati del passato come lasci intendere. Film trash, si è parlato di fiction e serie tv ma... cartoni animati? Forse sono rimasto indietro con qualche suo video? Più tardi darò una seconda occhiata ai suoi ultimi upload ma cartoni animati non credo ce ne siano quasi mai stati. Inoltre, è vero che Karim - questo è il suo nome all'anagrafe - suggeriva le persone da seguire (in apertura del suo video) ma lo faceva svariato tempo fa. (informazioni poco aggiornate?) Non mi risulta che lo faccia ancora, anzi, proprio a causa di una sua decisione anti-feed si è recentemente dichiarato quasi contrario a dar spazio ad altri canali. Ed è liberissimo di farlo. Ci fu una polemica, fu lunga, entrare nel dettaglio sarebbe un macello...
Se si guarda un video di Yotobi ... si capisce immediatamente cosa fanno i ragazzi sul web e si comprende la diaspora dalla televisione, mezzo ormai troppo vecchio per una generazione che chiede altro.
Anche qui non ci siamo, signor Saviano. Proprio no. Quasi sicuramente non sarà il caso di Yotobi (almeno credo) ma sono moltissimi gli youtuber che aspirano a fare televisione. E alcuni ci sono persino riusciti pur non avendo alcuna velleità artistica o capacità da gran oratore. 
Breaking Italy è un trentenne che fa informazione su tutto... Chi riesce a dare un'informazione completa in genere è premiato dai numeri, qualunque sia la sua opinione.
Il vlogger in questione si chiama Alessandro - Breaking Italy è il nome del suo notiziario, LOL! - e credo che nemmeno il diretto interessato possa vantare in giro di fare informazione su tutto (anche perchè credo sia veramente impossibile poterlo fare). Detto questo, mi spaventa molto leggere che "qualunque sia la tua opinione" si vien premiati dai numeri. Spero non sia così. In ogni caso, se proprio vogliamo parlare di cifre, il canale di Alessandro - come in quello di molti altri del resto - sono state adoperate delle particolari strategie per fare numeri: non è un mistero che su YouTube si  usano in continuazione titoli ed immagini sessualmente allusive capaci di attirare rapidamente il pubblico maschile. 

La lista delle affermazioni più o meno stranianti sul conto degli youtuber, per quanto mi riguarda, potrebbe continuare: ad esempio, faccio finta di non aver letto la lode fatta a Frank Matano per il suo video sui Peti sulla Gente. ("È un mito!" cit). Non riesco a capire come abbia fatto a citare Canesecco, Willwoosh o LearnArabicWithMaha: che sono dei canali di successo ma... molto storici, passati. I video che questi tre hanno realizzato negli ultimi 12 mesi sono davvero miseri (c'è chi non ne ha fatti proprio!). Inoltre, leggendo e rileggendo queste bio, sembrano quasi copiate ed incollare un po' alla bene-e-meglio da altri siti o scritte perché suggerite da comunicati stampa (con  tanto di cifre e date).
Che impatto hanno il mondo del web e i suoi numeri giganteschi sui media tradizionali? Sulla tv sembra nessuno.
Si sbaglia. I programmi tv di punta sono quelli che sono diventi tali proprio grazie ai social network, a quella che via Twitter è definita SocialTv. E gli stessi produttori dei vari show televisivi ormai non fanno altro che affacciarsi sempre più velocemente a questo mondo... perché porta share. Gli stessi volti di YouTube sono stati spesso in tv per fare share. Hanno un impatto, eccome.
Ci si affanna a cercare il click abbassando il livello dell'informazione, puntando sulla velocità piuttosto che sull'approfondimento.
Mi occupo di blogging da ormai più di un lustro e, le posso assicurare, che Google e Google News - i motori di ricerca più utilizzati al mondo - premiano soprattutto gli articoli lunghi, ricchi di materiale foto/video e che contengano parole chiave interessanti ed originali per il pubblico fruitore. Tutte cose che troviamo con più frequenza in dei redazioni, negli articoli d'approfondimento. Non di certo nella notizia stringata mordi-e-fuggi...
Gli You-Tubers costituiscono l'avanguardia: saranno i vincenti di domani perché il loro mondo non si fonda sulla diffamazione, ma sui contenuti.
Io sono dell'idea che il fenomeno degli youtuber sarà qualcosa di passeggero. Fra 10 anni avremo nuove tecnologie, nuovi modi di comunicare; ci saranno nuove rivoluzioni e il periodo così patinato degli youtuber inizierà piano piano a scemare. Già ad oggi, sono molti i volti dei video online che hanno preferito eclissarsi per dedicare le loro energie ad altro (magari a qualcosa di più tangibile, su YouTube non tutti guadagnano cifre sufficienti a coprire uno stipendio mensile). 

Ah, e sul fatto che su YouTube ci sia più contenuto che diffamazione, beh... questo non direi.
Caro Roberto Saviano, lascia stare gli youtuber Reviewed by Gigi Gx on 20:49 Rating: 5

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