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Eraclio e la leggenda del Piccolo Gigante.

Prima di omaggiare i miei conterranei con la favoletta su Eraclio, visto che oggi è la loro festa patronale, vorrei farei dei ringraziamenti, come sempre fra l'altro.

Grazie a tutti quelli che ieri mi han dato il loro assenso al post di ieri via commenti, mp su facebook, chat e skype.
Grazie a tutti i trolloni che son venuti sotto al post solo per scrivere che sono brutto o che rosico anzi "#Rosico", si vede che non avete argomenti di conversazione.
Grazie a tutti coloro che pensano che io scriva solo cattiverie perché si sbagliano. Io qui scrivo un post al giorno, siete voi che correte da me solo per difendere le vostre persone "amiche".
Ringrazio iltubodigio per esser passato a leggere il post, per aver fatto uscite come "credo che tu sappia chi sono" (molto James Bond) ma soprattutto lo ringrazio per avermi paragonato a BarbieXanax, ce ne fossero di persone contro-tendenza come lei!
Ma soprattutto ringrazio la Viralità della rete che in 18 ore ha fatto schizzare il numerino delle visite di quel post a +1000. Peccato io non ami gli AdSense, avrei preso qualcosina di soldi :(


Allora, quest'oggi voglio fare un omaggio a tutti i miei "vicini di paese" visto che da ieri si festeggia il loro santo patrono. Barletta è famosa per il colosso di nome Eraclio, di cui c'è una riproduzione in bronzo (8.500 Kg) di 4,5 m davanti all'Abbazia del Santo Sepolcro. Molti barlettani però non conoscono la leggenda del "piccolo" gigante. Ecco perché oggi vorrei deliziarvi con la ri-scrittura di questo mito (non chiedetemi perché la sto per scrivere come le favolette della Melevisione, oggi mi andava così).

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C'era una volta, sotto l'anno mille
una città con mare e un colle.
Si, siamo a Barletta,
dove a divertirsi, si fa in fretta.
In quel periodo, stavamo dicendo
viveva un gigante e un grosso tormento.
Quel tormento erano i Saraceni
che conquistando i vari terreni
stavan arrivando a Barletta coi bauli pieni.

Barletta era scossa.
"Arrivano i cattivi! Diamoci una mossa!"
Esclamò un compaesano
che aveva ingegno e un gran bel piano.

Chiamarono Eraclio, il gigante del villaggio
che di gran lena, come un miraggio
corse in riva al mare e da grande attore
si mise a piangere: fece stupore.

La popolazione già sapeva cosa
il gigante aveva in mente,
e di gran foga
si allontanò immantinente.
Arrivaron i Saraceni,  eran tanti!
Avevan fame di contanti!

Arrivati a quella costa,
I cattivoni guardaron il gigante e fecero una sosta.
"Perchè Piangi?" - disse il capo dei cattivi al colosso
che sembrava un cane senza il suo osso.
"Son troppo piccolo per i miei concittadini!

Non mi han voluto dare ne scudi ne spadini"

Il Saraceno sobbalzò
e chiese conferma al gigante di tutto ciò.
Lui rispose con sicurezza:
"I miei 3 metri e mezzo non son la giusta altezza!
Non mi han voluto arruolare: volevo almeno la corazza..."

Su due piedi, il saraceno sbigottito
radunati i compagnoni,
disse con tono tramortito:
"Non basterebbero 15 cannoni
per sconfigger questo paese
che di giganti ne avrà a milioni!
Le mie ragioni son comprese?
vele tese, sfruttiamo i tifoni!"

E fu così che l'ingegno, che vale più di mille ori,
fece scappar via quel branco d'invasori.
Finisce qui la favoletta,
che ti dice in gran fretta,
di seguir il tuo pensiero!
sarai più forte d'un esercito intero.

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Il Gì Pensiero finisce qui.
Eraclio e la leggenda del Piccolo Gigante. Reviewed by Gigi Gx on 11:07 Rating: 5

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